Perché capire il problema non basta per risolverlo
Una delle domande che sento fare più spesso, alla prima seduta, è: "Dottoressa, ma secondo lei da cosa dipende?". È una domanda legittima, quasi automatica. Da bambini impariamo che se capiamo perché qualcosa è andato storto, sappiamo anche come sistemarlo. Con la mente, però, questa logica funziona solo fino a un certo punto.
Molte persone arrivano in studio dopo mesi, a volte anni, passati a cercare la causa esatta della propria ansia, del proprio blocco, della propria crisi di coppia. Ne hanno parlato, ci hanno scritto un diario, l'hanno raccontata a chiunque fosse disposto ad ascoltare. Sanno benissimo "da dove viene" il problema. Eppure il problema è ancora lì, spesso peggiorato, perché il tentativo di capirlo è diventato esso stesso un modo per restarci dentro.
È qui che la terapia sistemico-strategica si differenzia da altri approcci: non parte dal presupposto che comprendere l'origine di un disagio sia la condizione necessaria per superarlo. Parte invece da una domanda diversa: cosa sto facendo, oggi, che involontariamente tiene in vita il problema? Quali sono i "tentativi di soluzione", spesso ragionevoli in apparenza, che in realtà lo nutrono?
Pensiamo a chi soffre di attacchi di panico e passa ore a monitorare il proprio corpo, cercando ogni segnale di allarme per anticiparlo. Quel controllo, che sembra una forma di prevenzione, è in realtà ciò che mantiene il sistema nervoso in allerta costante. Oppure a chi, in una crisi di coppia, continua a chiedere rassicurazioni sull'amore del partner: ogni rassicurazione ottenuta dura sempre meno, e il bisogno di chiederne un'altra cresce.
Il lavoro terapeutico strategico si concentra proprio su questo: identificare il tentativo di soluzione disfunzionale e sostituirlo, gradualmente, con un'azione diversa. Non è necessario "capire tutto" prima di cambiare qualcosa. Anzi, spesso è vero il contrario: è cambiando qualcosa nel modo di affrontare il problema che, alla fine, arriva anche una comprensione più chiara, non teorica, ma vissuta sulla propria pelle.
Non significa che la comprensione non abbia valore. Significa che, da sola, raramente basta a produrre un cambiamento reale. E se negli ultimi mesi hai passato più tempo ad analizzare il problema che a sperimentare qualcosa di diverso, forse è proprio questo il punto da cui ripartire.
Se questo articolo ti ha fatto pensare alla tua situazione, il primo passo è raccontarmela.