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Quando il dialogo diventa parte del problema

Dott.ssa Federica Salciccia — Psicologa e Psicoterapeuta

"Dottoressa, ne abbiamo parlato mille volte" è probabilmente la frase che sento più spesso dalle coppie che arrivano in studio. E hanno ragione: ne hanno parlato davvero moltissime volte. Il problema è che parlarne, nel modo in cui lo fanno, non ha risolto nulla, anzi. Spesso la discussione si ripete quasi identica, con le stesse parole, le stesse accuse, lo stesso finale.

Nella cultura comune, "comunicare di più" è quasi sempre la soluzione consigliata per una coppia in crisi. Ma nella pratica clinica osserviamo spesso l'opposto: più una coppia discute un certo argomento senza uscirne, più quella discussione si trasforma in un rituale che rinforza la distanza invece di ridurla. Ogni round di dialogo diventa un'occasione per rimettere sul tavolo vecchie ferite, invece che per costruire qualcosa di nuovo.

Un pattern molto comune è quello che in terapia chiamiamo "inseguimento e ritiro": un partner cerca il confronto, insiste, vuole affrontare subito il tema; l'altro, sentendosi sotto pressione, si chiude o rimanda. Più il primo insiste, più il secondo si ritira. Più il secondo si ritira, più il primo sente il bisogno di insistere. Nessuno dei due sta sbagliando in senso assoluto: insieme, senza volerlo, stanno costruendo un circolo che si autoalimenta.

L'intervento strategico, in questi casi, spesso non consiste nell'insegnare "tecniche di comunicazione migliori", ma nell'interrompere il pattern stesso: per esempio, introdurre una pausa concordata prima di affrontare un tema caldo, oppure limitare volontariamente il tempo dedicato a una discussione ricorrente, per evitare che si trasformi, come spesso accade, in un processo alle intenzioni dell'altro invece che in un confronto costruttivo.

Non si tratta di parlarsi di meno in assoluto, ma di rompere la forma specifica che il dialogo ha assunto quando ha smesso di funzionare. Solo dopo aver interrotto il circolo che si autoalimenta è possibile ricostruire, con calma, un modo diverso di affrontare i temi difficili, questa volta con maggiori probabilità di essere ascoltati davvero.

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